CISTERNAUTILE


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STORIA

CISTERNA

L'età antica

Le origini di Cisterna sono molto antiche: nel suo territorio sono stati ritrovati segni del passaggio di uomini preistorici in piccole cavità naturali in località Finocchione. In località Caprifico sono stati ritrovati segni di un'antica città : Ecetra, poi conquistata dai Volsci che ne fecero, con Anzio la loro capitale. I Volsci,poi, fondarono nel territorio altri due centri:Ulubra (molto probabilmente nei dintorni dell'attuale frazione di Doganella) e Suessa Pometia (che molti dicono sia fra le attuali Borgo Flora e Borgo Podgora, ai confini con il territorio comunale di Latina ; altri invece, la collocano, poco a sud dell'attuale Cisterna di Latina), città che raggiunse una certa importanza, tanto da imporre la sua autorità su una trentina di centri. Suessa Pometia fu distrutta e sottomessa da Tarquinio il Superbo. Ulubrae, invece, dopo la distruzione di Suessa, ne accolse i superstiti e diventò municipium. Il centro raggiunse anche una certa importanza grazie alla vicinanza con la palude e i boschi che costituivano una riserva di caccia per molti nobili romani. Molti autori hanno scritto delle ville che furono costruite qui, tra questi si ricordano Orazio,Plinio il Vecchio,Svetonio Giovenale. Anche Augusto, secondo Svetonio, avrebbe vissuto fino ai diciotto anni nella villa di famiglia a Ulubrae. Intanto, nel 312 il console Appio Claudio Cieco avviava la costruzione della Via Appia, collegando Roma alle città del Sud Italia. Lungo l'Appia si sviluppano due stazioni di sosta:Ad Sponeas e Tres Tabernae, così chiamata per la presenza di tre taverne, oggi riprese nello stemma cittadino. Intorno al III secolo l'abitato di Ulubrae fu allagato dall'avanzare delle paludi. I suoi abitanti, furono, così costretti a lasciarlo per trasferirsi a Tres Tabernae,il quale crebbe progressivamente di importanza e diventò Sede Vescovile. Si sa che vi fu edificata una cattedrale paleocristiana, dedicata a San Paolo, di cui non è rimasta traccia. Le invasioni barbariche provocarono la distruzione delle opere di bonifica e quindi una progressiva espansione delle paludi, provocando il declino della città. Nel 592 papa Gregorio Magno unì la sua diocesi a quella di Velletri. Subì diverse e micidiali devastazioni da parte dei Saraceni fino a quella fatale dell' 868, quando fu definitivamente distrutta.

Il Medioevo e il Rinascimento

Gli abitanti di Tres Tabernae,costretti anche dall'espansione implacabile della palude,decisero di trasferirsi sopra un piccolo colle. Il borgo conobbe una certa ripresa solo a partire dall'anno Mille, quando viene citata, per la prima volta, con il nome di Terra di Cisterna. La tradizione vuole che questo nome derivasse da un'antica cisterna presente nel territorio, fatta costruire dall'imperatore Nerone per rifornire d'acqua la sua villa di Anzio. Tale cisterna è tuttora esistente nei sotterranei del cinquecentesco Palazzo Caetani, che sorse appunto sulla cima del colle. Quindi gli abitanti trasferendosi di qui, avrebbero iniziato a dichiarare di vivere "alla cisterna" e quindi "a Cisterna". Nel frattempo sul territorio, lungo l'attualeVia Tivera si sviluppò l' abbazia benedettina Sant'Eluterio fondata da un'eremita. L'espansione implacabile della palude costrinse i monaci ad abbandonare l'antico convento e a trasferirsi a Valvisciolo. Cisterna diventò un feudo dei Conti di Tuscolo, potentissima famiglia romana che la cedettero ai Frangipane nel 1146. I Frangipane rafforzarono il borgo con una cinta muraria e con l'edificazione di una rocca. Il 5 settembre 1159 fu eletto papa il cardinale Rolando Bandinelli che assunse il nome diAlessandro III. Tuttavia la sua elezione, fu ostacolata dall' Imperatore Federico Barbarossa che inviò le sue truppe per far arrestare il Papa. Quest'ultimo, protetto dai Frangipane fuggì prima a Cisterna e poi a Ninfa dove fu incoronato ufficialmente. L'Imperatore quindi decise di vendicarsi assediando i due abitati e distruggendoli. In seguito i Frangipane ricostruirono Cisterna. Nel 1328 fu nuovamente assediata e distrutta da Ludovico il Bavaro. Gli abitanti però, avvertiti da un velletrano, avevano già abbandonato da tempo il centro e vi ritornarono solo dopo due secoli. Nel 1504 papa Giulio II affidò Cisterna in feudo ai Caetani. Fu Bonifacio Caetani ad intraprendere diversi lavori urbanistici per ricostruire Cisterna, distruggendo le rovine del castello sostituendole con una residenza rinascimentale: il Palazzo Caetani, appunto. In seguito al riordino dei feudi e delle proprietà dei Caetani effettuati da Bonifacio che istituì un Principato e fece di Cisterna la capitale. Il prestigio della famiglia, unita alla fama delle vicine paludi e alle abbondanti riserve dicaccia, fece sostare a Cisterna numerose personalità storiche come Papa Paolo III,Papa Urbano, numerosi vescovi e cardinali nonché diversi aristocratici della Capitale.

Dalla fine del XVIII secolo alla bonifica pontina

Papa Pio vi avviò un massiccio progetto di bonifica, il quale però fu bruscamente interrotto dalla Rivoluzione Francese e dall'invasione del Lazio delle truppe napoleoniche. Quest'ultime, si dedicarono a distruggere le opere di bonifica avviate dal Papa, provocando il ritorno della palude, apportando a Cisterna un rovinoso declino. Nel 1825 fu visitato, in una gita di piacere, dal marchese Massimo D'Azeglio,politico del Regno di Sardegna nonché collaboratore di Cavour. Il marchese, inoltre descrive alcuni momenti della vita quotidiana nelle paludi, dai rodei dei butteri, le passeggiate dei briganti nel centro cittadino e la festa patronale di San Rocco. Nel 1870, in seguito ad un plebiscito passò al Regno d'Italia e mutò il suo nome in Cisterna di Roma. Nel 1890 Buffalo Bill, che con il suo circo di cowboy aveva fatto tappa a Roma e aveva sfidato gli italiani a domare il fiero cavallo del West. Il buttero cisternese Augusto Imperiali raccolse la sfida, riuscendo a domare il cavallo ed entrando così nella leggenda. Si racconta che Buffalo Bill rimase così offeso per la sconfitta, che abbandonò l' Italia in fretta e in furia.


Dall'inizio della bonifica alla seconda guerra mondiale


Nel 1929, iniziò il processo di bonifica della palude promosso dal regime fascista. Cisterna fu dichiarato come il quartier generale dei lavori di bonifica, soprattutto dell'area settentrionale, su cui sorse successivamente la città Littoria (oggi Latina). Nel 1934 fu costituita la provincia di Latina e Cisterna ne entrò a far parte, assumendo il nome di Cisterna di Littoria. Il 22 gennaio 1944 gli Alleati con lo sbarco ad Anzio, tentarono di cogliere alle spalle i tedeschi che si erano arroccati nei fronti sul Garigliano e a Cassino e conquistare Roma. Nelle prime fasi dell'Operazione Shingle (nome in codice dello Sbarco di Anzio), una colonna di reparti scelti composto da circa cento uomini, guidata dal generale William Orlando Darby, si muoveva da Anzio verso Cisterna ma si incrociò casualmente in località Isolabella con una divisione tedesca, che aveva ben trecento unità al suo interno. Lo scontro fu fatale per gli americani: solo due soldati riuscirono a rientrare a Nettuno. La città di Cisterna riconobbe l'opera di questi soldati gemellandosi con la città americana di Fort Smith, nell'Arkansas, città nativa del generale Darby titolando a quest'ultimo il locale Istituto Tecnico Industriale e Commerciale. Dopo lo scontro di Isolabella, gli americani avevano bruciato il "fattore sorpresa", e i tedeschi avevano preparato una linea difensiva compresa, al cui centro si trovava appunto Cisterna. La città si trovò così al centro degli scontri armati, subendo pesanti bombardamenti. La popolazione ,in preda al panico, si rifugiò nelle grotte di Palazzo Caetani. Si nascosero qui, circa quattromila dei settemila abitanti. Il 19 marzo, però i tedeschi, forti delle difficoltà alleate, che si erano impantanati, decisero di sgomberare l'abitato, costringendo gli abitanti, (in quello che verrà chiamato l'Esodo Cisternese), a lasciare Cisterna. Ad aprile, gli americani riuscirono finalmente a sbloccare la situazione e a conquistare Aprilia. A maggio, raggiunti dai rinforzi, le forze alleate sferrarono una dura offensiva (Operazione Buffalo). I tedeschi crollarono all'altezza di Borgo Sabotino e si videro costretti a cedere Littoria e si arroccarono su Cisterna. Gli Alleati concentrarono qui i loro sforzi e dopo una battaglia durissima riuscirono ad entrare a Cisterna. I tedeschi si rintanarono allora dentro Palazzo Caetani ma alle prime ore del pomeriggio del 25 maggio, si arresero agli Americani. Cisterna e l'intero Agro pontino erano completamente liberati ma la città era rasa al suolo con quasi il 96% degli edifici distrutti.

Dal dopoguerra ad oggi


La ricostruzione della città avvenne abbastanza velocemente, grazie all'impegno del sindaco Felice Leonardi, anche senza un preciso piano regolatore. In seguito, per arginare il caos edilizio, fu avviata la costruzione di un nuovo quartiere, lungo Via Primo Maggio, a est di Piazza XIX Marzo. Il nuovo quartiere sorse in condizioni disagiate e ad alta densità abitativa, tanto che i cisternesi lo ribattezzarono " Scianghai" come l'omonima città cinese. A partire dagli anni settanta, Cisterna conobbe un forte sviluppo economico-demografico, dovuto prevalentemente all'insediamento della città nell'area tutelata dalla Cassa del Mezzogiorno che favorì la trasformazione della città in centro industriale e attirò un notevole flusso di popolazione da tutte le regioni d'Italia. La sua popolazione passò dalle 7.000 unità degli anni quaranta a 20.000 neglianni settanta e ai 30.000 degli anni ottanta. Un boom enorme, come tra l'altro si verificò anche nei Comuni limitrofi dell'Agro. Prima dell'arrivo delle "fabbriche" i cisternesi che non lavoravano nelle campagne andavano a lavorare a Roma: soprattutto muratori, sarti e barbieri. Le poche industrie erano di trasformazione agricola e alimentare. Negli anni la città ha risentito della crisi industriale che ha investito l'area dell' Agro pontino, dovuto soprattutto alla chiusura degli stabilimenti industriali del territorio, a causa dell'abolizione della Cassa del Mezzogiorno e dei privilegi fiscali che ne derivavano. La chiusura dello stabilimento Goodyear, uno dei più grandi in città, nonostante il buon funzionamento dell'industria, provocò durissimi scioperi ma nonostante tutto la multinazionale americana decise di chiudere, licenziando ben cinquecento persone. Investimenti nell' agricoltura specializzata con la produzione in particolare del kiwi, di cui Cisterna è il primo produttore nazionale, hanno permesso un rilancio della sua economia. Negli ultimi tempi, è sorto in città un comitato con l'obiettivo di riportare il nome della città Cisterna di Latina a più semplicemente Cisterna, com'era prima dell' Unità d'Italia.

(Fonte Wikipedia rivisitata da Mirko Minelli)


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