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LA VIGOR CISTERNA ANCORA VITTIMA DI UN FURTO. NELLA NOTTE IGNOTI ENTRANO NEI LOCALI DEL BARTOLANI
Per la seconda volta, nel girodi pochi mesi, la società Vigor Cisterna è vittima di un furto, accaduto nella scorsa notte. Ignoti infatti, si sono introdotti nell'impianto del Domenico Bartolani, situato in via Lombardia, sede della società biancoceleste. La scoperta dell'accaduto, questa mattina, quando gli addetti alla manutenzione del campo sportivo hanno trovato segni evidenti prima sulle maniglie della porte, e poi una volta dentro i locali, armadietti divelti e oggetti personali dei giocatori sparsi a terra. Avvisata la polizia municipale, che ha fatto tutti i rilievi del caso, il successivo passo è stata la denuncia da parte della società Vigor Cisterna nella caserma dei Carabienieri di Cisterna.La società si rammarica per tale increscioso episodio, visto che è il secondo in
questa stagione, dopo il furto subito la not te prima della gara interna contro il Valmontone, nello scorso dicembre. Per una società dilettantistica, senza fini di lucro, le cui risorse sono limitate è un ulteriore danno a quello già precendemente subito. Per una realtà come la nostra, che si impegna in modo concreto nel tessuto sociale, come dimostrano le collaborazioni con Telethon ed Avis e la presenza nello staff biancoceleste, di uno psicologo a disposizione di tutto il settore giovanile, non può che condannare con fermezza questo atto vigliacco ed incivile.
Cisterna di Latina venerdì 2 marzo 2012
Montecompatri: operaio di 58 anni morto folgorato da 20 mila volt in un cantiere edile.
Lombardo, Fillea: “Una morte che si poteva e si doveva evitare!”
Alfredo Marcellini, 58 anni, è morto ieri folgorato da 20.000 volts in un cantiere edile di Montecompatri.
Un’altra morte bianca che si poteva evitare e che il Segretario della Fillea-Cgil Pomezia-Castelli, Gianni Lombardo, non esita a definire ‘assurda’: “Bastava rispettare alcune minime regole di sicurezza per far continuare a vivere Alfredo e invece, come succede sempre più spesso, la salute e la vita degli operai non è stata valutata come degna di attenzione. Mi chiedo dove erano il direttore dei lavori ed il responsabile della sicurezza, ma soprattutto mi chiedo: possibile che chi aveva redatto il piano operativo di sicurezza non abbia visto l’alta tensione?”
“Vorremmo sapere” continua Lombardo “se questi professionisti della sicurezza lo avevano visto il cantiere o avevano fatto come al solito il copia e incolla di un altro POS, cambiando semplicemente l’indirizzo. Inoltre, il titolare dell’impresa, che è il maggiore responsabile, quel piano di sicurezza lo aveva letto?
Questa morte si doveva e poteva evitare. Chi ha sbagliato, spero ne paghi le conseguenze”.
Montecompatri, 10 febbraio 2012